L’Ort e il romanticismo tedesco

Direttore: Diego Ceretta

Orchestra: Orchestra della Toscanaestra

Musica: Capogrosso, Schumann, Brahms

Solista: Enrico Bronzi, violoncello

È dedicato a due figure centrali nel Romanticismo tedesco – Schumann, il mentore, e Brahms, il predestinato – il nuovo concerto dell’Ort. Appuntamento venerdì 4 aprile al Teatro Persio Flacco di Volterra, sabato 5 al Palazzo delle esposizioni di Empoli, lunedì 7 al Teatro Metropolitan di Piombino, martedì 8 al Teatro Politeama di Poggibonsi e mercoledì 9 al Teatro Verdi di Firenze sempre alle 21.
Nella Germania della prima metà dell’Ottocento, Robert Schumann raccoglie la pesante eredità di Beethoven, una vetta che tenta di raggiungere, dal suo punto di vista, invano. Decide così di affidare questo compito a un giovane compositore: Johannes Brahms, investito di una missione che lo opprime. Già nel 1853, Schumann lo indirizza verso la composizione di una sinfonia che vedrà la luce solo ventitré anni dopo, nel 1876.
Ed è proprio la Sinfonia n.1 di Brahms – definita all’epoca “la Decima di Beethoven” – a chiudere il concerto diretto da Diego Ceretta. La precede il Concerto per violoncello e orchestra di Schumann, che lo stesso autore descriveva come “un pezzo sereno”, affidato per l’occasione a Enrico Bronzi, componente del Trio di Parma, docente al Mozarteum di Salisburgo e direttore artistico di festival e stagioni concertistiche. Apre la serata una pagina del 2018, Impressioni surrealiste di Fabio Massimo Capogrosso, compositore umbro quarantenne, noto per le colonne sonore degli ultimi film di Marco Bellocchio, Esterno notte e Rapito.

Foto di Marco Borrelli.

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